I primi frutti… di luglio
Con un imbarazzante ritardo ecco finalmente un video che vede protagonisti gli ortaggi!
Ebbene si, sono nati! Mentre scirvo in realtà oltre ad essere nati sono anche finiti copiosamente nei miei piatti
Le riprese risalgono al 28 Giugno, ci sono i pomodori ciliegino, i peperoni frigitelli, un citriolone Big Size e dei tenerissimi Borlotti alle porte della completa maturazione.
Non ci sono le melanzane che sono nate più in la, verso la fine di luglio.
Buona Visione.
August 28th, 2008 at 11:27 am
Fantastico! Ho per le mani un libro scritto da alcuni rappresentanti degli eco villaggi inglesi che dedica un intero capitolo ai passi per organizzare un orto collettivo! Veramente molto molto interessante
August 28th, 2008 at 11:31 am
Super, super guay! Como me gusta disfrutar de las marvillas de tu jardin.
Abrazos desde Stockholm.
August 28th, 2008 at 3:18 pm
anche se con leggero ritardo, mi viene da dire: azz… ottima riuscita, da invidia!
…merito anche del “buon cavallo” che ha dato l’inizio a tutto!
ciao mitico.
August 28th, 2008 at 5:48 pm
Mazza che miusichetta da inseguimento…
Belle le immagini e i frutti del “duro” lavoro…
Portaci qualcosa in redazione Ale!!!
August 29th, 2008 at 3:43 pm
Altra poesia, dopo il post alla foto precedente…
Suggi suggi, tu che dal lavoro fuggi,
e la notte pasce, quando ‘l seme nasce.
Ma l’orto urbano, tu giammai ‘l distruggi…
Dunque spera, tu che pianta vera
piantasti con fracasso sopra un sasso;
ma quando il frutto nasce è primavera.
Orgoglio manifesto, no, io non voglio,
ma certo la fatica ed il sudor m’è duro;
ancora spero – certo un dì sarà maturo.
Ma cotanto lavor se vuoi a me dona l’aglio.
E l’erbette tutte – belle buone e anche brutte
a me godean gia l’occhi nel vederle asciutte.
E quando l’annaffiai d’acqua bagnata,
vidi che allor crebbe l’insalata.
August 29th, 2008 at 3:47 pm
L’ultima riga della poesia dovrebbe essere così emendata, al fine di fornire miglior ritmo:
“vidi che allor crebbe financo l’insalata”.
Ciao!!!!
August 29th, 2008 at 4:01 pm
Avevo sempre inteso ch’è ppeccato
no cquello ch’entra in bocca, ma cquer ch’essce.
Vedenno che sto pessce indemoniato
ne li giorni de magro sempre cresce:
essennome a l’incontro immagginato
ch’er maggnà ttartatuche è un maggnà ppessce,
io le maggnavo in pasce; ma er Curato
m’arispose sta pascua: “M’arincresce”.
“Ma cquesta, padre mio, me sa un po’ d’agro:
li Pavolotti nun farlano peggio,
c’hanno da cuscinà ssempre de magro?”
“Fijjo caro, voi dite un zagrileggio:
nun è llescito a vvoi d’entrà in ner zagro:
si lle magneno loro, è un privileggio”.
September 12th, 2008 at 8:31 pm
Cari, i frutti filmati oramai giacciono in quello spazio indefinito che è la memoria.
Che boni!
Comunque vi rispondo uno ad uno:
Stefano: leggi troppi libri! Ma la zappi la usi ogni tanto?
Marcus: ehehe… porqué no ententas? Puedes empezar con el basilico
Un abrazo.
Fabio: come dire, quando la strada che si sceglie è giusta lo si capisce all’arrivo.
Pabluz: ti svelo un segreto… http://it.youtube.com/watch?v=HUHmQ0rfejw
Maurus, m_d_a1, Belli Gioacchino: avete finalmente portato una ventata d’arte e de curtura in questi piene di fango e sudore! Grazie.