Ci siamo, dopo la giusta osservazione di Giaki nei commenti di questo post, credo sia opportuno tornare in “tempo reale” e postare un video recente del mio orto.
Eccolo, filmato ieri (18/06) mattina, l’orto sul mio balcone.
Ci sono i primi pomodori a grappolo, molti peperoni friggitelli quasi pronti, insalate cappuccina belle toste e melanzane… eh… le melanzane purtroppo le vedo male. Ancora non sono fiorite e in più sotto la foglia sono apparsi degli afidi (almeno credo). Come debbellare l’ospite che non abbiamo invitato? Avete consigli? Commentate please!!!!
Vi ricordate i pomodori d’inverno seminati il mese scorso da Luigi? Bene, quei pomodorini sono diventati piantine ed è arrivato il momento di metterli in terra. Come fare? Ce lo spiega Luigi con la sua consueta calma e sapienza!
Grazie come sempre a Luigi, Elena e Pasquale per questi splendidi video!
Squillino le trombe, rullino i tamburi! Vi presento il mio nuovo orto urbano.
Come qualcuno avrà capito qualche mese fa ho cambiato casa e, purtroppo, ho abbandonato quel fazzoletto di terra che tante volte lavorai per raccogliere poi splendidi frutti.
Mi sono attrezzato ed ho cominciato a sistemare la coltivazione estiva 2009 su un balcone.
Ho preso dei vasi molto capienti (accolgono 60 litri di terra e 20 litri di argilla espansa) dove ho poi trapiantato le mie piantine.
Nonostante lo spazio sia ridotto devo dire che il balcone offre una grande opportunità. A differenza dei giardini in città che sono spesso messi in ombra dai palazzoni che ne disegnano il perimetro, un balcone alto (il mio è al 5 piano) offre un’esposizione fantastica.
Vedo le piante reagire molto bene all’enorme quantità di sole che riescono a prendere. Vi lascio al consueto video, oggi più che mai spartano nella realizzazione
P.S.Non perdetevi la mia esilarante partecipazione nel programma “Vite Re@li” su Rai 4!
Ancora una volta grazie a Luigi affrontiamo un altro tema come dire, classico, dell’orticoltura: dove possiamo procurarci i migliori sementi per la nostra coltivazione?
Si possono trovare presso un vivavio, si possono comprare nei negozi di bricolage più forniti o addirittura nei megasupermercati che oramai imperversano per numero e grandezza in una città come Roma.
Ma – e c’è sempre un ma – si possono in realtà anche… prendere a casa!
Dopo l’exploit mediatico degli ultimi giorni torniamo con i piedi per terra. Mica in senso figurativo, ci mancherebbe!
E’ arrivato il momento di piantare le coltivazioni che raccoglieremo in estate. Da dove si comincia? Dalla preparazione del terreno. Come avrete già visto (parlo ai più fortunati) anche l’anno scorso siamo partiti da qui: dallo scasso, ovvero il trattamento del terreno che si prepara ad accogliere le nostre piccole piante!
Bene, questa primavera la parola passa a Luigi che ci mostra in questo video come trattare al meglio la nostra terra!
Mi raccomando ascoltate con attenzione i preziosi consigli di Luigi ed affrettatevi a preparare il vostro terreno perché in realtà siamo anche un po’ in ritardo!!!
Sabato prossimo, 21 marzo, il seguitissimo e apprezzatissimo programma radiofonico “Il gastronauta” parlerà di noi, degli ortolani metropolitani!
In diretta telefonica interverrò anche io! Avete delle testimonianze da condividere? Fatevi sotto!
Alessandro.
Il post di ieri è già sotto il tremendo cono d’ombra della notizia del giorno: Barack e Michelle Obama fanno l’orto nel giardino della Casa Bianca.
Una cosa che, mediaticamente, è paragonabile al ritorno di Maradona in campo.
Comunque, la cosa interessante è che nell’articolo di Repubblica ci sono tutti gli ingredienti per un bel pezzo di costume ma manca però il dettaglio più sfizioso. Obama si è dato alla zappa, bravo! Ma è una sua idea?
No.
A mettere la pulce nell’orecchio del presidente non è stato uno ma 10.000 coltivatori diretti. Si chiamano Kitchen Gardeners, coltivano e mangiano quello che raccolgono, sono coltivatori indipendenti, molti vivono e coltivano in città.
Tra le varie attività dedicate a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della produzione e consumo sostenibile i Kitchen Gardeners hanno organizzato la petizione Eat the view. Ovvero chiedere a Barack Obama di coltivare un orto nei giardini della Casa Bianca.
Morale: organizzarsi in rete porta a dei risultati. Certo, l’orto di Barack non sarà la soluzione ai problemi che affliggono l’umanità ma è sicuramente un messaggio incoraggiante, non pensate?
Purtroppo la brutta notizia deve essere pubblicata: l’orto di via Rossano non esiste più, o meglio, forse esiste ancora ma non sarò più io a curarlo.
Succede che si cambia casa, sai come vanno le cose, rimaniamo vicini, sono comunque in zona e… puff! Il giardino non c’è più!
Eh già! Il fazzoletto di terra che ha ispirato tutto, perfino questo sito, non è più sotto i miei occhi. Ma è inutile lagnarsi, piuttosto tenete duro con me che una meravigliosa sorpresa sta per arrivare (vero boss?).
Dilettiamoci ordunque con delle letture, vi segnalo tre articoli usciti su testate ben differenti tra loro ma tutti riconducibili all’idea di www.ortourbano.it (che viene anche citato!)
A parte lo sgrammaticato titolo del pezzo uscito su Repubblica vi garantisco che sono molto interessanti. Presto vi segnalerò anche un’altra “presenza” in rete dedicata alla coltivazione urbana molto raffinata!