Un breve ma importante post, ho scoperto che a NY esiste un progetto collettivo legato alla coltivazione urbana. Poi dicono che gli americani sono avanti…
Hanno anche un mercato periodico in cui tutti i produttori indipendenti si incontrano e scambiano i propri raccolti. Che dite? Facciamo una rete di coltivatori romani?
E i sacrosanti fagioli borlotti in un semenzaio casareccio (i bicchieri di plastica vanno bene ma dovete ricordarvi di bucarli sotto altrimenti l’acqua ristagna e la pianta vi odierà per quelle poche ore di vita che gli avrete concesso).
Ho cercato di rispettare tutti i consigli che ho ricevuto e letto. Ho fatto girare (per quanto possibile) le piante rispetto la posizione dello scorso anno. Ho rispettato una distanza minima per evitare l’affollamento di fogliame quando saranno grandicelle. Ho preparato prima del trapianto delle lussuose prodi duplex. Il terreno era ben umido e la temperatura ambientale bassa (il tramonto è il miglior momento per trapiantere).
Non ho girato alcun video perché il momento era veramente delicato. Poi speravo nella webcam de “L’orto in diretta” che però ancora ha dei seri problemi tecnici.
Ma non è solo colpa mia, pensate a quanto ha piovuto nelle ultime settimane, alla Pasqua, al lavoro, alla macchina che si ferma, al pc che si impalla, alle scarpe strette…
In ogni modo sono andato molto avanti con l’orto di via Rossano.
Ci eravamo lasciati con la missione a Capannelle, bene. Portata la misteriosa busta nera a casa ho dovuto aspettare una settimana per motivi “tecnici” dopodiché, come consigliatomi, ho interrato il tutto.
Come vedrete nel video ho fatto un lungo solco centrale. Questo perché vorrei capire quanto poi effettivamente il concime aiuti le piante e qual’è la distanza migliore. Le piante infatti verranno posizionate trasversalmente a questa “linea di letame”.
I l video in realtà risale almeno a 4 settimane fa, come ho scritto prima sono andato avanti ma non voglio snocciolare tutto subito. Qualcuno di voi ha già visto l’orto in diretta. Questa sarà la vera prossima novità di ortourbano.it, per ora ho dei problemi tecnici e quindi vi dovete accontentare del monoscopio di Mogulus.
Dai commenti ricevuti al precedente post i miei dubbi sul miglior concime da utilizzare si erano indeboliti. Rimaneva però aperta una questione tanto semplice quanto importante. Dove si trova il letame a Roma?
Mica puoi andare dal ferramenta e fargli: “…si, due bulloni, un cacciavite e una busta di merda” c’è il rischio che il ferramenta (soprattutto se si abita nei pressi di Via Baccina) la busta te la tiri in faccia!
Fortuna che ogni giorno mi faccio una chiacchiera con Luigi. Luigi genius guy! Sembrava già sapesse come sarebbe andata a finire: bene.
Insomma, secondo Luigi c’era poco da preoccuparsi. Sarebbe bastato andare a Capannelle, parlare con qualche maestro e portarsi via un secchio di preziosissimo letame equino.
Domenica siamo quindi andati, e dopo tutta una serie di incontri, richieste, scambi d’opinione sull’utilità di un orto in città ci hanno aperto le porte al glorioso letamaio dei campioni di Capannelle.
Grazie a Luigi la strada è stata scelta: concime biologico. Il migliore, equino!
Si lo so… la primavera non è ancora arrivata e io avevo promesso di aspettare la bella stagione per dar inizio a questo blog.
Intendiamoci subito, una caratteristica fondamentale che contraddistingue il vero coltivatore urbano è proprio questa: la smania di metter mano alla terra! L’irrefrenabile necessità di confrontarsi con la zappa.
Da giorni ne parlo con amici e parenti e non resisto oltre: benvenuti nel mio orto!
La scorsa settimana ho scambiato un po’ di opinioni con gente autorevole (Zio Bastianino, il vivaio dell’appia antica, Nico…) e tutti mi hanno consigliato la stessa cosa. Ancora non è tempo di semina, a meno che non ci sia una bella serra a scaldare le mie piantine.
Per ora, se proprio si vuol cominciare, è il caso di preparare il terreno. La preparazione consiste fondamentalmente nella pulizia, lo scasso e la sistemazione o erpicatura del terreno.
Lo scasso l’ho saltato perché il terreno era già stato coltivato l’anno scorso (con modesti risultati).
Ho quindi semplicemente tolto di mezzo ortiche, sassi, mollette e soldatini di piombo e poi zappettato e rastrellato il tutto per ottenere un vero e proprio letto morbido e caldo!
In questo video iperamatoriale la testimonianza di tanto lavoro!
Il prossimo week end dovrei passare alla concimazione del terreno, e qui già si cade in un dilemma enorme.Cosa usare? Fertilizzanti chimici (comode praline ricche di Azoto, fosforo, potassio, calcio, magnesio etc etc) o fertilizzanti organici (pungenti palate di letame caldo)?Saluti,